SICUREZZA STRADALE 12/4/2014 incontro con gli studenti dell’istituto Mattei di Conselve

Per guardare la scena conviene fare un passo indietro, come nel teatro, questo  per non farci prendere dal realismo, dato che non vogliamo credere a nessun terrorismo, anche se c’è una paura che funziona, una paura nel senso buono, non possiamo dominare tutte le circostanze, le conseguenze che incontreremo lungo la strada, prima di viverle, ciò non toglie che bisogna essere preparati comunque. Per esempio trovarsi ad assistere a un incidente stradale e alle sue conseguenze, o peggio ancora averne l’esperienza, fa riflettere sulla prudenza molto di più di uno  spot pubblicitario.

Sicurezza stradale, ma né il significante  sicurezza, né il significante stradale, indicano esclusivamente la raccomandazione: “non siate irresponsabili” non c’è causa effetto.

Nel titolo troviamo anche il significante strada  che allude al viaggio.

Il viaggio in sicurezza è il rischio assoluto, ben diverso da fornirsi piccoli rischi realistici.

Non stare al luogo comune, né alla lettera è la dissidenza per ciascuno che si sperimenta con il divenire uomo.

Berntrand Russel: “può sembrare strano che la vita sia un puro incidente, ma in un universo tanto grande è inevitabile che accadano degli incidenti”.

La distrazione è in agguato e non è né prevedibile, né evitabile, mantenere la disattenzione e l’idifferenza vale a schiantarsi. Autostrade diritte, ti metti lì e vai sempre dritto, solo l’ autogrill distoglierebbe, eppure quanti incidenti! Constatiamo che il funzionamento si fa anche di variazione, funzione e variazione, sarebbe una proposta da valutare, quella di costruire autostrade con le curve! Ma le statistiche non contemplano il caso unico. Capita che l’incidentato e l’autore di un incidente ci mettano del loro, si trovino a sfidare la morte con la velocità del piede a tavoletta. Le auto, le  moto sono costruite per performances attuabili solo nelle pubblicità. Tutte le strade sono progettate per andare da un luogo all’altro e il codice della strada supporta questo, per cui il mezzo sempre più potente e veloce esce dalla fabbrica perfettamente adatto a superare i limiti. Un paradosso senza senso, come altri paradossi, le droghe di stato, il giochi d’azzardo, il business della lottomatica: “con moderazione” tutto andrebbe fatto con moderazione, devi usare la bomba con moderazione. E se quando guidiamo fosse proprio la moderazione che culla e addormenta? Ecco allora la scienza, il mercato, il consumismo venire in soccorso dato che la vita è anche accidentata.

Il colpo di sonno, la distrazione, la stanchezza, guidando, sono uno su cinque il motivo principale di incidenti. Meglio fermarsi, ma a volte non ci si accorge di cosa ci stia accadendo. La Volvo sta mettendo a punto un sensore sofisticatissimo che legge la direzione dello sguardo, il livello di apertura degli occhi e l’angolatura della testa, va applicato sul cruscotto, così da consentire al sistema di mantenere l’auto nella corsia di marcia: lane keeping aid, collision warning, con frenata automatica. Lo sguardo, cosa vede il conducente? Quanti motorini sorpassano a destra nella zona: “non l’avevo visto?”

Ezra Paund:  “il primo impatto con la realtà è lo stupore”

Da dove è sbucato il camion? Nel film Il sorpasso di Dino Risi, il guidatore euforico e spericolato di una spider interpretato dall’attore Vittorio Gassman durante un sorpasso in curva lungo una strada di costiera vede il camion troppo tardi, l’inquadratura sul suo sguardo nell’attimo prima dell’incidet che sarà mortale per il suo occasionale compagno di viaggio, è emblematica.

 

La sfida come fantasma di padronanza risulta uno scherzo con la morte: “per una volta non mi succederà nulla” . Sono in grado di sfidare anche la morte, ci vado vicino, la affronto senza mediazione e più mi illudo di conoscerla e più credo di saperci fare per evitarla o vincerla.

Il rischio affrontato  nel fantasma, appunto, di controllo, viene sfidato nell’idea di saperci fare. Rischio inscritto nella dimostrazione, nel gesto eroico, nel portento, ma sfidare qualcosa o qualcuno non è la sfida intellettuale come audacia, sfida assoluta da cui procede il fare, il programma, missione della vita che porta al miracolo. La scommessa di vita procede sempre dalla sfida,

Guidare in sicurezza vuol dire anche ammettere l’altro, non basta farsi gli affari propri e se qualcuno ci perde, peggio per lui, c’è una responsabilità.

Sicurezza stradale non è la via dritta, la via dritta è il tunnel, ciascuno non pensa alla morte, m a capita che ognuno scherzi con ciò che sa gli accorcerà la vita.

James Dean nel film Gioventù bruciata , il titolo inglese alla lettera risulta: ribelle senza una causa, interpreta l’icona del carpe diem, ma non solo nel cinematografo, anche nel film della sua vita. A cavallo della Porches 550 spyder color luna, parte dal Competion Motors verso Salinas in California ma si fermerà a Cholame, una Ford Sedan color panna e cioccolata all’improvviso si immette nella corsia di marcia dove viaggiava l’attore, è quasi un frontale. A vedere la foto della Porches dopo l’impatto mortale c’è da chiedersi se la multa presa a Mettler per eccesso di velocità non sia stato un avvertimento del tutto inutile.

“visto sulla mappa l’itinerario non promette nulla di buono. Superato paso Robles la strada è dritta e stretta come una spada…il sole batte a picco sull’asfalto e trasforma quella striscia monotona in un nastro brillante. L’effetto di riverbero crea una nebbiolina che appiattisce le distanze, sfuma i contorni delle vetture…è difficile capire se quelle macchie laggiù sono immagini virtuali di auto che procedono ne nostro stesso senso o invece di altre che si avvicinano subliminali e  minacciose.”

Tratto da un caffè per Jimmy. Viaggio a Cholame  di Emanuele Bevilacqua

A guardare google maps il percorso è veramente inquietante! Tutte strade dritte senza variazione.

Chi fa un incidente stradale non mira a uccidere quel passeggero o chi guida quell’altra macchina, ma sbaglia nella velocità e espone se stesso e chi incontra all’incidente. La vita è anche incidentata, nel percorso della vita c’è anche l’incidente, per un incidente si cambia strada, si cambia vita, tutti gli incidenti promuovono altre situazioni, così come l’errore e lo sbaglio, tutti elementi indispensabili all’arte e all’invenzione.

Stare sulla strada può identificarsi, come per Jack Kerouac, scrittore statunitense della beat generation, con l’essere trascinati dalla frenesia di un andare senza meta, nell’illusione di cancellare la noia in tutte le sue varianti. In fondo illudersi di esorcizzare la paura della morte, in questo caso la meta è non avere  meta in un vagabondare perenne.

La paura esistenziale indica la direzione, nel senso che l’aumento viene avvertito con la paura, se invece che traversarla, la si vuole togliere, troverà mille bersagli sostitutivi. Allora munirsi di un suv, di un veicolo blindato per paura dell’incidente..è questa la sicurezza? Veicolo proposto come invulnerabile all’imprevedibile e rischiosa vita fuori casa. Ma l’angoscia arriva se credi di sapere come toglierla.

Nulla a che vedere con il vivere in sicurezza, con la cura delle cose che si fanno, nell’impresa affinché si scrivano.

Sicurezza stradale anche navigando, se il capitano invece di avere chiara e precisa la direzione da seguire, dinnanzi a sé, guarda indietro, ha la testa rivolta indietro a guardare la scia della nave,a guardare se stesso si schianta su uno scoglio. Avvicinarsi il più possibile ad un paese per far vedere i pescatori o Venezia come fosse Disneyland  per il compromesso con la macchina del turismo:”non bisogna perdere turisti mai!” che capitano è chi guida senza direzione?

Nel progetto e nel programma di vita non ci si schianta, non c’è tempo da perdere in rappresentazioni.