Socialnetwork

Il titolo di questo dibattito è socialnetwork sfida al pregiudizio.

Come si sfida un pregiudizio? Con lo studio, con la ricerca intorno alla materia socialnetwork.

Non si tratta di schierarsi a favore o contro, ma di capire il funzionamento di qualcosa che è parte dell’epoca, di  questa rivoluzione dei sistemi comunicativi che sono diventati e continuano a diventare sempre più potenti con funzioni sempre più specializzate.

Il computer porta la persona in viaggio, trasformazione, questa, che si sviluppa con una velocità e rapidità che costringe a attrezzarsi per farne un uso interessante.

Connessione immediata: si comincia a abituarsi?

Accesso, il sostantivo access è stato trasformato in verbo nel 1991.

Il telefono ha vent’anni, se si voleva telefonare si andava in cabina, la società era tarata rispetto alla sua reperibilità. Ora il cellulare non lo puoi spegnere di notte “se succede qualcosa” non richiamare è già un messaggio, anche senza parlare non si sfugge alla comunicazione. Questo per dire che “se chi stabilisce la connessione è l’uomo, il progresso possiede in sé la propria causa e l’uomo è modificato dal sistema tecnico, l’uomo che oggi si serve della tecnica è quindi quello che la serve. Reciprocamente solo l’uomo che si serve della tecnica è veramente adatto a servirsene”Il sistema tecnico

Jacques Ellul (1912/1994) sociologo e teologo francese.

Siamo nella rete, struttura a maglie che ben si presta a descrivere la tela che avviluppa il pianeta trasformando il tempo e lo spazio.

In un attimo posso vedere nel telefono una strada, un indirizzo, l’etimo di una parola, leggere un libro, guardare un videoclip e comunicare con i miei amici: sono qui, sono lì e tu? E’ un sapere o è solo informazione? In ogni caso si sa subito ciò che prima di questa rivoluzione si sapeva in giorni, mesi, anni.

Sfida al pregiudizio nel senso di non moralizzare, di non  fare calcoli algebrici tra “il web cancella il sesso tra i giovani” e “grazie di aver firmato la petizione affinché le grandi navi non passino più in Bacino San Marco a Venezia”poiché bene/ male si danno insieme.

Rete come luogo senza frontiere poiché non è mai stato così facile creare un giornale, una stazione radio, fare appelli e petizioni per mobilitare più persone possibili, milioni di pagine di relazioni epistolari che il telefono aveva interrotto, ma la qualità dei contenuti non è garantita, della verifica, del valore è sempre responsabile l’utente, l’impiego di internet suppone, dunque, un atteggiamento critico sempre più affinato.

Indispensabile il brainworker, lavoratore di cervello che non delega all’oggetto tecnico il dispositivo intellettuale. Il pc si basa sul principio esclusivo di non contraddizione, usa il sistema binario: o si o no, vincendo le contraddizioni. Per l’uomo intelligente c’è una terza via, può servirsi del pc che però lo condurrà a delle scelte. L’importante è non applicare tale modello di pensiero alla vita, modello al quale si è portati per facilità, occorre non lasciarsi influenzare dal principio di non contraddizione.

La Croce Rossa credendo all’influenza della cosiddetta realtà virtuale sulla cosiddetta realtà vera, invita i programmatori a produrre videogames dove sia prevista la pace tra gli uomini!

Il libro Facebook la storia Mark Zuckerberg e la sfida di una nuova generazione, scritto da David Kirkpatrick inizia con la storia di Oscar Morales, ingegnere civile col pallino dell’informatica. Mentre trascorreva il capodanno del 2008 nella sua città di Barranguilla in Colombia pensava alle sofferenze di un bambino di 4 anni Emmanuel, figlio di Clara Rojas tenuta in ostaggio per 6 anni nella giungla colombiana dalle forze armate rivoluzionarie della Colombia FARC. Nessuna negoziazione del governo andava in porto, né per il bambino né per gli altri 700 prigionieri,  tra i quali c’era Ingrid Betancourt.

A fine dicembre le FALC promisero di liberarlo, ma poi si scoprì che il bambino, che era nato durante la prigionia della madre, si era ammalato e era stato dato a una famiglia di contadini che poi lo aveva consegnato al governo.

I cittadini colombiani si sentivano aggrediti dai guerriglieri e Morales voleva fare qualcosa, e lo fece: creò un gruppo su Facebook contro le FARC:

BASTA RAPIMENTI, BASTA BUGIE, BASTA OMICIDI, BASTA FARC. Un milione di voci contro le FARC.

Rese pubblico il sito e invitò lì i suoi amici, erano le 3 di notte, andò a dormire e la mattina si erano già iscritte 1500 persone. Quello che voleva era una comunità di persone impegnate per una buona causa, 8000 membri che si parlavano, consultavano e decidevano di fare qualcosa. E così Morales creò l’evento Marcia Nazionale con le FARC, il sostegno venne anche da altre città Miami, Buenos Aires, Madrid, Los Angeles, Parigi…il mondo intero. E così il 4 febbraio circa 10 milioni di persone marciarono contro le FARC in centinaia di città di tutto il mondo.

“…il movimento che era iniziato dalla camera da letto di un ragazzo arrabbiato, con un messaggio accorato scritto a mezzanotte su FB aveva organizzato la manifestazione di piazza più imponente della storia”.

Tanti colombiani si iscrissero con il loro nome “dopo decenni di paura e intimidazione, Fb dava ai giovani colombiani un modo semplice e digitale per guidare il proprio disgusto, incoraggiati dalla forza dei numeri. Le FARC indebolite da ciò e dall’apparato di governo rilasciarono 3 ostaggi e nel luglio del 2008 Ingrid Betancurt e altri 14 ostaggi furono liberati dall’esercito.

 

Allo stesso modo, tramite la rete, si muove la Croce Rossa seguendo i cinguettii: nel 2012 ha saputo a chi fosse più urgente prestare aiuto nelle zone dei Carabi colpite dall’uragano Sandy.

Le Nazioni Unite si servono dei Twetter per indagare l’umore delle masse prevedendo dove ci saranno proteste, Twetter vive di pubblicità vendendo i propri contenuti alle aziende per analizzare il mercato. Questo il potere dei socialnetwork, ambivalente, per un verso aiutano a connettere persone e idee per un altro cannibalizzano le vite degli utenti.

L’estate scorsa la polizia turca ha arrestato 5 manifestanti di piazza Taksim, individuandoli tramite fb e twetter, quindi anche i dissidenti vengono più facilmente sorvegliati, attenzione dunque alle presunte identità, alla possibilità di essere classificati:

“lei non si riconosce in nessuna definizione? “Io non voglio essere definito”

L’oggetto tecnico, abbiamo detto, non si controlla nella piega che prenderà. Neppure il tecnico che come lo scienziato vuole essere libero, non tollera l’invasione della morale nel suo lavoro, semplicemente ciò che è stato scoperto si applica, l’uomo fa ciò che la tecnica gli permette di fare, cioè di tutto dato che si situa al di là del bene e del male. Non esistono operazioni impossibili o vietate per la tecnica; in questo senso il limite è anche frontiera, al di là del limite c’è anche un possibile da realizzare. Il tecnico del led non si è chiesto se i bambini nel 2013 a 8 anni saranno già miopi a causa della visione più reale del reale, curioso paradosso!

Fb non è nato come strumento di lotta politica o di denuncia, ma da subito nel 2004 gli studenti lo utilizzavano come mezzo per diffondere e proclamare le loro opinioni o i problemi interni all’università, questa risulta l’immagine del proprio profilo, non la foto, ma le foto partecipano.

Rete non solo utilizzata come catena di Sant’Antonio, ma come verifica dello specchio a partire dalla quantità di mi piace ricevuti, non governabile poiché il softwear rende virali le informazioni.

 

Meme= unità che si autopropaga di evoluzione culturale, fenomeno che si ha quando qualcosa diventa improvvisamente celebre tramite la propagazione di informazioni attraverso la rete internet.

 

Amici degli amici dà il via da un giorno all’altro a gruppi sterminati, forse anche perché non è necessaria una particolare formazione per accedere a        questo sistema di comunicazione che riunisce persone di ogni nazionalità, etnia e religione.

Ogni  mese vengono pubblicati 30 miliardi di contenuti, è condivisione? Si può veramente con – dividere?

Meglio mantenere il sospetto, non nel senso di essere sospettosi, ma per via che non si conosce mai del tutto l’Altro, in modo da potersi difendere da incaute adesioni a “religioni” per es del bere acqua, del curarsi solo col limone, del “siamo ciò che mangiamo” “ i denti non vanno lavati subito dopo mangiato” ecc

Ma scansare la presunta condivisione o l’insistenza a partecipare a battaglie attraverso pseudonimi  non funziona, se partecipi alla rete tramite un personaggio inventato scree nome AOL non avrai molti amici, perché non ti riconosceranno “uno dei metodi principali con cui gli altri utenti di Fb possono sapere che voi site davvero chi dite di essere è quello di esaminare la lista dei vs amici. Di fatto i vs amici convalidano la vostra identità” dal libro. Solo che c’è l’Altro da sé che è sconosciuto

Come fare allora con tutto quel materiale postato che non subisce una trasformazione?  Già Pirandello poneva questa rivoluzione culturale, nessuna identità unica. L’inidentità è un’acquisizione successiva che indica come l’uomo sia effettuato dal  tempo come evento, dal gerundio, è costantemente in un divenire.