Questioni frattali

800 per 600 enigmisti_interpolated

Si mostra di primo acchito come abbozzata, una punta aguzza in lontananza da svelarsi e definirsi a poco a poco. Vedere da vicino, raggiungere per rendere quei bordi, prima opachi, finalmente lisci, finalmente noti. La montagna si presenta così, una forma semplice, da stilizzare, triangoli sullo sfondo con le punte bianche o azzurre. La vicinanza porta con sé le irregolarità, i bordi spezzati, le linee frastagliate che non rientrano nei contorni e che nessun ulteriore avvicinamento riuscirà a stirare o a contenere. La montagna sempre si spezza, sempre si piega beffando la retta, all’infinito, un profilo inconoscibile, una superficie inconoscibile. La montagna frattale, come frattale è anche l’albero nel suo dividersi in rami, o l’andamento del mercato azionario nel suo imprevedibile salire e scendere. Il tronco d’un albero si divide ed i rami così formati si dividono a loro volta, e così ciascun’altra suddivisione, senza che nessun ramo possa dirsi uguale ad un altro ma dove ciascun ramo condivide la “logica” di ciascun altro. Frattale. Ciascuna curva, superficie o volume che infinitamente spezzato possa però dirsi auto-somigliante. Il frattale “somiglia” a se stesso, conserva a ciascuna scala d’osservazione le stesse proprietà strutturali senza essere identico a se stesso, senza copiarsi o doppiarsi, curve e forme impossibili ad immaginarsi perché infinite, ma che tramite l’elaborazione digitale possono trovare una rappresentazione e, come paesaggi o sentieri, essere percorsi ed esplorati.

Elia Lazzarin